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I chirotteri

I chirotteri o pipistrelli sono piccoli mammiferi capaci di volare grazie ad una speciale membrana alare chiamata patagio tesa tra le ossa della mano e delle dita, che risultano notevolmente allungate. Come tutti i mammiferi i chirotteri sono animali a sangue caldo che partoriscono ed allattano i propri figli.

Nel mondo vi sono circa 1.100 specie di pipistrelli, solo 45 delle quali presenti in Europa. Le specie europee sono tutte insettivore e si cibano di insetti e ragni; non sono presenti, invece, chirotteri ematofagi, i cosiddetti “vampiri”, i quali vivono unicamente nel centro-sud America.

In Italia vivono 34 specie di chirotteri, che costituiscono circa un terzo di tutte le specie italiane di mammiferi.

I pipistrelli sono attivi durante la notte e, pur essendo dotati di una vista acuta, riescono a spostarsi al buio grazie ad un raffinato sistema di ecolocalizzazione che consiste nell’emissioni di suoni ad alta frequenza e nella ricezione della loro eco, che permette di individuare la posizione e distanza degli ostacoli ma anche delle prede.

Alcune specie emettono gli ultrasuoni dalla bocca altre dal naso, amplificandoli con una particolare struttura a forma di ferro di cavallo che lo circonda. Le orecchie, spesso piuttosto grandi, sono adattate alla ricezione dell’eco.

Cacciano in ambienti molto diversi quali aree aperte, stagni, corsi d’acqua, insediamenti umani, margini dei boschi ed utilizzano diversi metodi di cattura delle prede (alcune specie cacciano all’agguato, rimanendo appese ad un ramo in attesa del passaggio di una preda).

Nel periodo invernale i pipistrelli rallentano le funzioni corporee per minimizzare il consumo energetico e trascorrono in letargo anche lunghi periodi. Riducono il ritmo cardiaco da 400 a 10 battiti al minuto, la temperatura del corpo tra 0 e 10°C e possono addirittura fermare il battito cardiaco per oltre un’ora.

In questo periodo tendono a riunirsi in colonie più o meno numerose ed a rifugiarsi in grotte, miniere abbandonate, edifici (soffitte, cantine); le specie “forestali” si rifugiano nelle cavità presenti nei tronchi degli alberi o nelle fessure tra le cortecce.

I chirotteri riposano a testa in giù, rimanendo aggrappati al substrato grazie alle unghie ad uncino delle zampe posteriori. Uno speciale accorgimento meccanico presente nei vasi sanguigni evita loro qualsiasi problema di pressione derivante da questa posizione tanto insolita e scomoda per gli altri mammiferi.

Anche nella tarda primavera le femmine di molte specie si riuniscono per partorire, formando talora colonie di migliaia di individui. Il parto si verifica, solitamente, tra giugno e luglio. Ciascuna femmina da alla luce un solo piccolo, che è in grado di riconoscere in mezzo ad altre decine, centinaia o migliaia grazie all’odore ed ai suoni emessi. Il piccolo rimane dipendente da lei per 4-6 settimane.

E’ curioso scoprire come gli accoppiamenti avvengano nel periodo autunnale e le femmine siano in grado di conservare lo sperma del maschio sino a primavera, quando avviene la fecondazione.

I pipistrelli compiono spostamenti a breve-medio raggio dalle zone di svernamento a quelle di riproduzione ma alcune specie compiono vere e proprie “migrazioni” stagionali di migliaia di chilometri.

Non solo i pipistrelli sono, a dispetto di quanto credano in molti, animali del tutto innocui ma, per la loro dieta a base di insetti (zanzare incluse!), costituiscono un anello molto importante della catena alimentare e prevengono le esplosioni demografiche degli insetti. Basti pensare che ogni notte un pipistrello si ciba da 1/4 ad 1/3 del suo peso corporeo, vale a dire che può mangiare sino a 3.000 insetti.


Ferro di cavallo maggiore
avvolto dalle sue ali



Miniottero
 
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