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Minacce

Molte sono le minacce che rischiano di compromettere la conservazione dei chirotteri europei:
  • la perdita di aree di roost (raduno) che, per lo più, è determinata da:

-una sbagliata gestione forestale, che porta al taglio di boschi vetusti nei quali le specie forestali troverebbero le cavità dei vecchi tronchi o le fessure delle cortecce per ripararsi dal freddo o riprodursi;

-la ristrutturazione di edifici, qualora essa comporti la chiusura di soffitte e cavità dei muri;

-la chiusura di vecchie miniere con muri privi di passaggi per i chirotteri.

  • la perdita di aree di alimentazione, dovuta alla sostituzione di prati e pascoli con coltivazioni intensive, al taglio di boschi ecc.;
  • il massiccio uso di pesticidi, che stermina le loro prede o li fa cibare di prede avvelenate;
  • il disturbo nei siti di riproduzione o svernamento, determinato soprattutto dall’accesso incontrollato nelle grotte nei periodi “sensibili”;
  • la persecuzione diretta. I pipistrelli suscitano una stupida ma ben radicata diffidenza se non vero e proprio terrore e sono pochi coloro che ne gradiscono o tollerano la presenza senza lasciarsi andare a scene isteriche per poi scacciarli o ucciderli senza pietà;
  • la frammentazione dell’habitat, che determina la difficoltà di trovare corridoi adatti per spostarsi tra le aree di caccia e tra le aree di caccia e quelle di svernamento;
  • gli impianti eolici, contro i quali i chirotteri possono impattare, soprattutto se installati in prossimità di importanti aree di alimentazione e svernamento o di corridoi migratori.

Chirottero ucciso da una pala eolica
(Foto tratta da www.secano.net)



Nottole comuni in un platano. I grandi alberi sono fondamentali per la conservazione dei chirotteri forestali.
 
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